Come l’internet delle cose potrebbe influenzare il mondo della finanza

L’Internet delle cose, termine derivante dall’inglese Internet of Things (IOT) viene definito come un modo con cui i dispositivi connessi ad Internet sono in grado di comunicare e condividere informazioni con altri dispositivi “intelligenti” in tempo reale. Nel contesto, questi oggetti avrebbero la capacità di sfruttare i big data, l’analisi approfondita e l’intelligenza artificiale per anticipare le esigenze, risolvere problemi e migliorare l’efficienza. Le stime della dimensione dell’internet delle cose variano. Gli analisti e i fornitori di tecnologia pensano che il valore economico di questo business dovrebbe stabilirsi in un qualunque livello tra 300 miliardi e 15 triliardi di dollari entro la fine del decennio.

Abbiamo già delle tecnologie di rilevamento e comunicazione pienamente operative in una vasta gamma di settori di consumo, come le automobili che si guidano da sole, gli elettrodomestici “intelligenti” e la geolocalizzazione sui telefoni cellulari.

I principali vantaggi dell’internet delle cose derivano da sfide come il settore della sicurezza e della privacy. Con l’esplosione di dispositivi e sensori di vario genere, la sicurezza informatica assume una nuova dimensione, non solo per le istituzioni ma anche per i consumatori. Con sempre più connessioni digitali ed informazioni trasmesse, le vulnerabilità digitali sono destinate ad espandersi in modo esponenziale.

In maniera specifica nel mondo dei servizi finanziari, come potranno essere usati questi dati, come si potrà sfruttare questa tecnologia? Molte aziende stanno già utilizzando i dati in loro possesso per migliorare l’esperienza dei clienti, per sviluppare i prodotti e per migliorare le prestazioni nel back-office. Ma il futuro di questo settore nel campo finanziario è vario: alcuni sostengono che l’Internet delle cose possa avere solo un impatto minimo nel prossimo futuro, altri non sono d’accordo.

Alcuni casi di utilizzo si sono già dimostrati utili, come ad esempio quello delle assicurazioni auto, dove la telematica è in grado di monitorare il comportamento del conducente. Altre potenziali applicazioni nel settore delle assicurazioni sono quelle sulla vita, sulla salute e sulla casa, con oggetti che sono in grado di monitorare la salute e le condizioni di un immobile, e trasmettere i dati in tempo reale ad una compagnia assicurativa.

Un altro esempio è legato agli immobili commerciali, dove dei sensori all’interno di edifici commerciali possono aiutare a gestire meglio il consumo di energia, il comfort ambientale e la sicurezza.

Altri esempi sono legati a tutti quegli oggetti che si possono portare con sé che possono essere usati per trovare informazioni in tempo reale relativamente al settore finanziario e bancario: ad esempio occhiali sulle cui lenti leggere dati su offerte di finanziamenti a tassi convenienti, valori valutari in tempo reale, tassi di interesse aggiornati come l’Euribor a 3 Mesi o il tasso di interesse della BCE, e tanto altro ancora.

Un punto a sfavore dello IOT: entro il 2020 ci dovrebbero essere circa 4 miliardi di smartphone in circolazione nel mondo e i detrattori dell’internet delle cose affermano che questa tecnologia avrà comunque il sopravvento sui sensori che quest’ultimo potrà mai utilizzare.